Recanati dista da Macerata una ventina di chilometri, mezz'ora scarsa d'auto, e resta uno dei posti che consigliamo più spesso a chi si ferma da noi. È un borgo di crinale, allungato sulla dorsale di una collina, con le vie principali che corrono da un capo all'altro dell'abitato e i vicoli che scendono ai lati aprendo scorci sulla campagna. Ci si arriva per Giacomo Leopardi, naturalmente, ma si scopre presto che la città ha più di una storia da raccontare, e che vale la pena dedicarle almeno mezza giornata.
Casa Leopardi e la biblioteca di Monaldo
Il centro di tutto è Palazzo Leopardi, ancora oggi di proprietà della famiglia e abitato dai discendenti del poeta. Si visitano gli ambienti della residenza e soprattutto la biblioteca voluta dal padre Monaldo, che raccolse oltre ventimila volumi e la aprì anche alla consultazione: è la stanza in cui Giacomo trascorse i famosi anni di studio matto e disperatissimo, e vederla dal vivo cambia il modo in cui si leggono le sue pagine. Gli scaffali, i tavoli, la disposizione dei libri sono rimasti sostanzialmente quelli.
Accanto alla casa, il percorso museale racconta la vicenda familiare e il rapporto complicato del poeta con Recanati, quel misto di affetto e insofferenza che attraversa tutta la sua opera. È una visita che ha senso fare con la guida o l'audioguida, perché senza contesto molti dettagli passano inosservati.
Il colle dell'Infinito
A pochi minuti a piedi dal palazzo si sale al colle dell'Infinito, cioè il Monte Tabor, l'altura da cui nacque la poesia più conosciuta della letteratura italiana. Oggi l'area, con il giardino che era di un antico convento, è curata dal FAI e si è mantenuta sorprendentemente intatta: la siepe c'è ancora, e soprattutto c'è quella sensazione di orizzonte interrotto che è il cuore del componimento. Nelle giornate limpide lo sguardo arriva ai rilievi dell'Appennino da un lato e verso la costa dall'altro.
Piazza Sabato del Villaggio e la Torre del Borgo
Davanti a Palazzo Leopardi si apre la piazzetta che porta il nome di una delle poesie più note: qui affacciano la chiesa di Santa Maria in Montemorello e la casa che la tradizione identifica come quella di Silvia, la giovane cantata nei versi e riconosciuta in Teresa Fattorini, figlia del cocchiere di casa Leopardi. È uno spazio piccolo, tutt'altro che monumentale, e proprio per questo colpisce: le finestre da cui il poeta osservava la vita del vicinato sono lì, a pochi metri.
Poco più avanti, in Piazza Leopardi, si alza la Torre del Borgo, alta trentasei metri, di origine medievale e sormontata da merlature: sulla facciata si riconoscono un antico quadrante d'orologio e il leone rampante, simbolo della città. Oggi ospita il museo civico dedicato alla storia urbana e si può salire fino al punto panoramico, da cui si abbraccia tutto il crinale.
Beniamino Gigli e l'altra Recanati
La seconda anima della città è musicale. Recanati diede i natali a Beniamino Gigli, uno dei tenori più celebri del Novecento, e il museo a lui dedicato è ospitato dentro il Teatro Persiani: costumi di scena, fotografie, lettere e oggetti personali donati dagli eredi ricostruiscono una carriera internazionale partita da qui. Chi ama l'opera troverà un naturale collegamento con la stagione lirica di Macerata, di cui parliamo nell'articolo sullo itinerario in città.
Vale infine una sosta a Villa Colloredo Mels, dove si conserva un nucleo importante di opere di Lorenzo Lotto, tra cui la sua celebre Annunciazione. Trovi altre informazioni pratiche su come organizzare la gita nella nostra pagina dedicata a Recanati, che si abbina bene a una visita a Loreto nello stesso giorno.
Una base tranquilla per girare il maceratese
Da Fior di Loto Country & City raggiungete Recanati in mezz'ora d'auto, con la libertà di partire quando vuoi. Scrivici per verificare le disponibilità e organizzare il tuo soggiorno.