Le colline intorno a Macerata sono un mosaico di piccole denominazioni, e questa e' la loro caratteristica piu' interessante. In un raggio di poche decine di chilometri si passa da un bianco d'altura a un rosso a base sangiovese, da uno spumante rosso che non somiglia a nulla d'altro a un mosto cotto per ore nel rame secondo una pratica antichissima. Non e' una zona da grandi numeri: e' una zona da fermarsi, chiedere e assaggiare, cosa che gli ospiti fanno volentieri dopo una giornata passata tra i paesi delle colline.
Verdicchio di Matelica, il bianco dell'entroterra
Il Verdicchio e' il vitigno bianco simbolo delle Marche, ma nella zona di Matelica assume un carattere suo. Qui la denominazione si chiama Verdicchio di Matelica DOC e insiste su un'area interna, piu' stretta e piu' alta rispetto alle zone che guardano il mare, con escursioni termiche marcate. Il disciplinare prevede diverse tipologie, dal secco alle versioni amabile e dolce, fino al passito e agli spumanti; esiste inoltre una Riserva, riconosciuta come denominazione di origine controllata e garantita.
In pratica, quello che si trova nel bicchiere e' un bianco meno immediato di quanto ci si aspetti da un vino di questa regione: piu' teso, spesso con una nota quasi salina, e con una capacita' di reggere qualche anno di bottiglia che sorprende chi lo prova per la prima volta. Accompagna bene i piatti di pesce, ma se la cava anche con le preparazioni di carne bianca e con i formaggi freschi che si trovano facilmente in zona.
Colli Maceratesi DOC, la denominazione di casa
La denominazione che porta il nome di questo territorio nasce nel 1975 e copre l'intera provincia di Macerata, oltre al comune di Loreto. Il suo vino bianco si basa su un vitigno locale che ha due nomi, Maceratino e Ribona, e che deve rappresentare almeno il settanta per cento della massa; il resto puo' arrivare da altre uve bianche ammesse. Il risultato e' un bianco garbato, mai urlato, che negli ultimi anni molti produttori hanno cominciato a interpretare con piu' ambizione, riscoprendo un vitigno che rischiava di sparire.
Esiste poi un Colli Maceratesi Rosso, costruito su almeno il cinquanta per cento di sangiovese con il contributo di altre varieta' a bacca nera ammesse dal disciplinare. E' il rosso quotidiano di queste colline, quello che si beve con i vincisgrassi e con i salumi di cui parliamo nella guida alla cucina locale: raramente pesante, con una acidita' che pulisce il palato e lo prepara al boccone successivo.
Vernaccia di Serrapetrona e vino cotto
La rarita' vera di questa zona e' la Vernaccia di Serrapetrona, riconosciuta come DOCG nel 2004 e prodotta in una delle aree classificate piu' piccole d'Italia. E' uno spumante rosso ottenuto per almeno l'ottantacinque per cento da uve Vernaccia nera, con una lavorazione che prevede l'appassimento di una parte della vendemmia prima della vinificazione. Si trova in versioni che vanno dal secco al dolce e va provato senza pregiudizi, perche' e' un vino che spiazza: unisce la bollicina alla struttura di un rosso e a un finale leggermente amaricante.
Accanto ai vini fermi resiste poi il vino cotto, riconosciuto tra i prodotti agroalimentari tradizionali. Il mosto viene fatto bollire lentamente in caldaie di rame per molte ore, fino a ridursi in modo sensibile, e poi passa in botti di legno dove riposa a lungo, spesso rabboccato con le annate precedenti. Nel Maceratese la tradizione e' particolarmente radicata a Loro Piceno, dove ogni anno si tengono celebrazioni dedicate a questo prodotto; per date e programma conviene sempre controllare i canali ufficiali.
Come funziona una visita in cantina
Le cantine di questa zona sono quasi tutte di dimensioni contenute, e questo cambia il tipo di visita. Non aspettatevi percorsi strutturati con turni fissi: nella maggior parte dei casi vi accoglie direttamente il produttore, la visita dura il tempo che serve e l'assaggio avviene in un locale di lavoro piu' che in una sala dedicata. Conviene prenotare con un po' di anticipo, indicare quante persone siete e chiedere se e' possibile acquistare sul posto.
Un paio di accortezze rendono l'esperienza migliore. Prevedete un conducente designato, perche' qui ci si sposta in automobile su strade di collina e le distanze tra una cantina e l'altra si percorrono solo cosi'. Non riempite la giornata: due visite sono gia' molte, tre diventano una corsa. E se avete in programma anche altre tappe nei dintorni, mettete la cantina alla fine, quando non dovete piu' guardare l'orologio.
Il vino a due passi, senza fretta
Da Fior di Loto Country & City le colline dei vini sono a portata di breve trasferimento, e la sera si rientra con calma. Scriveteci per organizzare il vostro soggiorno tra cantine e paesi.